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Guido ceronetti

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Biografia

Guido Ceronetti (Torino, 24 agosto 1927) è un poeta, un filosofo, uno scrittore, un traduttore, un giornalista, un drammaturgo, un teatrante e un marionettista.

Uomo di straordinaria erudizione e di fine sensibilità umanistica, ha cominciato nel 1945 a collaborare con vari giornali; la sua presenza sul quotidiano La Stampa ebbe inizio nel 1972 e continua tuttora.

Nel 1970 ha dato vita al Teatro dei Sensibili allestendo, insieme alla moglie, spettacoli itineranti con le sue "marionette ideofore".

Nel 1994 è stato aperto, negli Archivi della Biblioteca Cantonale di Lugano, il fondo Guido Ceronetti, da lui scherzosamente definito "il fondo senza fondo". Esso raccoglie infatti un materiale ricchissimo e vario: opere edite e inedite, manoscritti, quaderni di poesie e traduzioni, lettere, appunti su svariate discipline, soggetti cinematografici e radiofonici. Vi si trovano inoltre numerosi disegni di artisti (anche per il Teatro dei Sensibili), opere grafiche dello stesso Ceronetti, collage e cartoline. Con queste ultime fu allestita, nel 2000, la mostra intitolata Dalla buca del tempo: la cartolina racconta.

Fonte: www.wikipedia.org

 


 

Federico Fellini

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Biografia

Federico Fellini (Rimini, 20 gennaio 1920 - Roma, 31 ottobre 1993) è stato un regista e sceneggiatore cinematografico italiano di fama internazionale, il cui stile tipico ed inconfondibile è entrato a far parte della storia del cinema.

La sua attività di cineasta, spesso intensamente autobiografica, fu premiata nel 1993 - pochi mesi prima della morte - con un Oscar alla carriera, il quinto ricevuto nel corso di una brillante carriera.

Nell'arco di quasi quarant'anni - da Lo sceicco bianco del 1952 a La voce della luna del 1990 - Fellini ha "disegnato" in decine di lungometraggi una piccola folla di personaggi memorabili. Definiva sé stesso "un artigiano che non ha niente da dire, ma sa come dirlo". Ha lasciato opere indimenticabili, graffianti, ricche di satira ma anche velate di una sottile malinconia. Il titolo di uno dei suoi più celebri film - La dolce vita - è diventato un topos citato, in lingua italiana, in tutto il mondo.

Fonte: www.wikipedia.org

 


 

Pier Paolo Pasolini

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Biografia

Infanzia e giovinezza
Primogenito di Carlo Alberto e Susanna Colussi, Pier Paolo nacque a Bologna il 5 marzo 1922. Nel 1923 la famiglia, che si trovava a Parma, si trasferì a Conegliano e nel 1925 a Belluno, dove nacque il fratello Guidalberto.

Nel 1927 la famiglia Pasolini fu nuovamente a Conegliano dove Pier Paolo, prima di compiere i sei anni, fu iscritto alla prima elementare. L'anno successivo traslocarono a Casarsa della Delizia, ospiti della casa materna perché il padre era agli arresti per debiti di gioco e la madre, per far fronte alle difficoltà economiche, riprese l'insegnamento. Terminato il periodo di detenzione del padre, ripresero i trasferimenti con un ritmo quasi annuale. Fondamentali rimasero i soggiorni estivi a Casarsa, «vecchio borgo… grigio e immerso nella più sorda penombra di pioggia, popolato a stento da antiquate figure di contadini e intronato dal suono senza tempo della campana» (da Ritratti su misura, a cura di Elio Filippo Accrocca, Venezia, Sodalizio del Libro, 1960)

Nel 1929 si spostarono a Sacile e in quell'anno Pier Paolo aggiunse alla sua passione per il disegno quella dello scrivere versi i cui soggetti sono ricavati dai semplici aspetti della natura che osservava a Casarsa. Dopo un breve soggiorno a Idria, che oggi si trova in territorio sloveno, la famiglia ritornò a Sacile dove Pier Paolo affrontò l'esame di ammissione al ginnasio e a Conegliano iniziò a frequentare la prima classe. A metà dell'anno scolastico 1932-1933 il padre fu trasferito a Cremona dove rimarranno fino al 1935 quando ci sarà un nuovo trasferimento, a Scandiano, che creò altri inevitabili problemi di adattamento. Per Pier Paolo si ampliarono le letture poetiche e continuò la passione letteraria, mentre lo abbandonava il fervore religioso del periodo dell'infanzia.

Al ginnasio di Reggio Emilia conobbe il primo vero amico della giovinezza, Luciano Serra, che incontrò ancora l'anno seguente al Liceo Galvani di Bologna. A Bologna, dove trascorrerà sette anni («Bella e dolce Bologna! Vi ho passato sette anni, forse i più belli...» (ibid.) Pier Paolo coltivò nuove passioni, come quella del calcio, e alimentò la sua passione per la lettura comprando tanti volumetti presso le bancarelle di libri usati del Portico della Morte. Le letture spaziavano da Dostoevskij, Tolstoj e Shakespeare ai poeti romantici come Coleridge e Novalis.

Al Liceo Galvani fece conoscenza di altri amici, tra i quali Ermes Parini, Franco Farolfi, Elio Meli, e con loro costituì un gruppo di discussione letteraria. Intanto la sua carriera scolastica proseguiva con eccellenti risultati e nel 1939 venne promosso alla terza liceo con una media molto alta tanto da indurlo a saltare un anno per presentarsi alla maturità in autunno. Si iscrisse così, a soli diciassette anni, alla Facoltà di lettere dell'Università di Bologna, e scoprì nuove passioni culturali, come la filologia romanza e soprattutto l'estetica delle arti figurative.

Frequentava intanto il Cineclub dove si appassionò al ciclo dei film di René Clair; si dedicò allo sport ed fu promosso capitano di calcio della facoltà di lettere; faceva gite in bicicletta con gli amici e frequentava i campeggi estivi che organizzava l'università. Con gli amici – l'immagine da offrire ai quali era sempre quella del "noi siamo virili e guerrieri", cosicché non percepissero nulla dei suoi travagli interiori – si incontrava, oltre che nelle aule dell'università, anche nei luoghi istituiti dal Regime fascista per la gioventù, come il GUF, i campeggi della "Milizia", le competizioni dei Littorali della cultura. Procedevano in questo periodo le letture delle Occasioni di Montale, di Ungaretti e delle traduzioni dei lirici greci di Quasimodo, mentre fuori dall'ambito poetico leggeva soprattutto Freud e ogni cosa che fosse disponibile in traduzione italiana.

Nel 1941 la famiglia Pasolini trascorse le vacanze a Casarsa, come ogni anno, e Pier Paolo scrisse poesie che accludeva alle lettere per gli amici bolognesi tra i quali, oltre l'amico Serra, erano inclusi Francesco Leonetti e Roberto Roversi, verso i quali sentiva un forte sodalizio:

«L'unità spirituale e il nostro modo unitario di sentire sono notevolissimi, formiamo già cioè un gruppo, e quasi una poetica nuova, almeno così mi pare.»

I quattro giovani pensarono di fondare una rivista dal titolo Eredi alla quale Pasolini volle conferire un programma sovraindividuale:

«Davanti a Eredi dovremo essere quattro, ma per purezza uno solo.»

La rivista non vedrà la luce a causa delle restrizioni ministeriali sull'uso della carta, ma quell'estate del '41 rimarrà per i quattro amici indimenticabile. Iniziarono intanto ad apparire nelle poesie di Pasolini alcuni frammenti di dialogo in friulano anche se le poesie inviate agli amici continuavano ad essere composte da versi improntati ad alta letteratura.

Fonte: www.wikipedia.org

 


 

Amedeo Modigliani

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Amedeo Clemente Modigliani (Livorno, 12 luglio 1884 - Parigi, 24 gennaio 1920), è stato un pittore e scultore italiano noto con lo pseudonimo di Modì e celebre per i suoi ritratti femminili caratterizzati da volti stilizzati e da colli affusolati.
Morì all'età di trentasei anni. È sepolto nel cimitero parigino Père Lachaise.

Nato in Toscana da una famiglia ebraica - quarto figlio del livornese Flaminio Modigliani e di sua moglie, francese di nascita, Eugénie Garsin - crebbe nella povertà, dopo che l'impresa di cambiavalute del padre andò in bancarotta.
Fu anche afflitto da problemi di salute, dopo un attacco di febbre tifoidea, avuto all'età di 14 anni, seguito dalla tubercolosi due anni dopo.

La famiglia di Modigliani soffriva di una storia di depressioni, che colpì anche lui, e almeno alcuni dei suoi fratelli sembrarono aver ereditato la sua stessa vena testarda e indipendente.
Nel 1898 il fratello maggiore ventiseienne, Emmanuele, venne condannato a sei mesi di carcere, in quanto anarchico.

Note biografiche

Nel 1902, Amedeo Modigliani si iscrisse alla Scuola libera di Nudo di Firenze, e un anno dopo si spostò a Venezia, dove frequentò l'Istituto per le Belle Arti di Venezia.
È a Venezia che Amedeo provò per la prima volta l'hashish e, piuttosto che studiare, iniziò a a passare il tempo frequentando i quartieri più infimi della città.

Nel 1906, Modigliani si sposta a Parigi, che all'epoca era il punto focale dell'avant-garde, dove sarebbe diventato l'epitomo dell'artista tragico, creando una leggenda postuma, famosa quasi quanto quella di Vincent Van Gogh.
Sistematosi a Le Bateau-Lavoir, una comune per artisti squattrinati di Montmartre, fu ben presto occupato dalla pittura, inizialmente influenzato dal lavoro di Henri de Toulouse-Lautrec, finché Paul Cézanne cambiò le sue idee.
Infine, Modigiliani sviluppò un suo stile unico, l'originalità di un genio creativo, che era contemporaneo dei cubisti, ma non faceva parte di tale movimento.

Modigliani è famoso per il suo lavoro rapido: si dice completasse un ritratto in una o due sedute. Una volta terminati, non ritoccava mai i suoi dipinti.
Eppure, coloro che posarono per lui dissero che essere ritratti da Modigliani era come farsi spogliare l'anima.

Nel 1909, Modigliani fece ritorno alla sua città natale, Livorno, malaticcio e logorato dal suo stile di vita dissoluto.
Non restò in Italia a lungo, e fece presto ritorno a Parigi, questa volta affittando uno studio a Montparnasse.

Egli si era inizialmente pensato come scultore più che come pittore, e iniziò a scolpire seriamente dopo che Paul Guillaume, un giovane e ambizioso mercante d'arte, si interessò al suo lavoro e lo introdusse a Constantin Brancusi.

Suo più grande e fedele amico fu lo straordinario pittore Maurice Utrillo che visse gli stessi problemi di alcolismo che caratterizzarono la vita di Amedeo.

Fonte: www.wikipedia.org

 


 

Goran Bregovic

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Biografia ed esordi

Goran Bregovic e la Wedding and Funeral Orchestra in concerto a Donetsk (2006)Bregovic è nato a Sarajevo da padre croato (e membro dell'Esercito popolare jugoslavo) e madre serba. Dopo il divorzio dei genitori, visse assieme alla madre nella zona a predominanza bosgnacca di Sarajevo, entrando in questo modo a contatto con tutte e tre le culture e nazionalità che formavano (e formano) la Bosnia-Erzegovina.

Iniziò a studiare il violino presso una scuola musicale della sua città, ma ne fu in seguito espulso per mancanza di talento. La madre di Bregovic decise allora di regalare al figlio una chitarra. In seguito, Bregovic stava per essere iscritto alla scuola delle belle arti di Sarajevo, ma rinunciò a causa dell'opposizione dello zio, che considerava la scuola "piena di omosessuali". Si iscrisse così ad un istituto tecnico e come compensazione la madre gli permise di tenere i capelli lunghi. In questo periodo si unì alla band scolastica Izohipse, nella quale suonava il basso.

Poco dopo tempo venne tuttavia cacciato anche da questa scuola, a causa del suo cattivo comportamento (sembra che avesse causato un incidente con una mercedes di proprietà dell'istituto). Si iscrisse così ad un liceo cittadino, entrando a far parte come bassista del gruppo Beštije. Raggiunta l'età di sedici anni, la madre gli permise di andare al mare da solo, dove si mantenne suonando musica folk in un bar di Konjic, ma lavorando anche nell'edilizia e come distributore di quotidiani.

A un concerto dei Beštije venne notato da Željko Bebek, che lo invitò a suonare il basso nel suo gruppo Kodeksi. Nell'estate del 1969 il gruppo lavorò in un famoso hotel di Ragusa/Dubrovnik, intrattenendo i numerosi turisti presenti sulla costa dalmata. Concluso questo periodo, vennero invitati a suonare in un night club di Napoli. Bebek e Bregovic accettarono l'invito, ma persero in seguito l'impiego a causa del cambio che imposero al loro repertorio musicale, meno folk e più moderno, non gradito al padrone del locale. Decisero comunque di rimanere a Napoli, dove continuarono a suonare la musica che preferivano. Nei mesi successivi il gruppo Kodeksi subì dei cambiamenti, e Bregovic passò a suonare non più il basso ma la chitarra.

Nel 1970 Kodeksi era formato dai seguenti componenti: Goran Bregovic, Željko Bebek, Zoran Redžic e Milic Vukašinovic; tutti in seguito faranno parte dei Bijelo dugme. In quegli anni il gruppo era fortemente influenzato, soprattutto per opera di Vukašinovic, dalla musica dei Led Zeppelin e dei Black Sabbath. Verso la fine del 1971 il cantante Željko Bebek lasciò il gruppo. Nello stesso periodo arrivarono a Napoli la madre e il fratello di Bregovic, con l'obiettivo di far tornare la band a Sarajevo.

Nell'autunno del 1971 Bregovic si iscrisse all'università, decidendo di studiare filosofia e sociologia, studi che però abbandono presto. Nel frattempo Milic Vukašinovic era partito per Londra; Bregovic e Redžic iniziarono a suonare in un altro gruppo, Jutro (Mattina). Jutro in seguitò subì alcuni cambiamenti e dal 1 gennaio 1974 cambiò il nome in Bijelo dugme.

Fonte: www.wikipedia.org

 


 

Tom Waits

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Thomas Alan Waits, in arte Tom Waits, nato a Pomona (California) il 7 dicembre 1949, è un cantautore, compositore ed attore americano.

Le origini

Tom Waits nasce come unico figlio maschio di una famiglia di origini scozzesi, irlandesi e norvegesi che dopo la sua nascita si trasferisce nel sud della California.

Gli Waits trascorrono un po' di tempo a San Diego, Laverne, Pomona, Silver Lake, North Hollywood. Per un certo periodo i Waits risiedono anche a Whittier, il cui maggior motivo di notorietà era costituito dall'essere luogo di nascita del presidente americano Richard Nixon.

I genitori di Waits divorziano quando Tom ha 10 anni. Egli pertanto vive gran parte della sua infanzia con la madre e le due sorelle, ma, nonostante la loro presenza, restando spesso per conto suo.

Con il padre instaura invece un buon rapporto, sviluppando grazie a lui l'amore per la musica, soprattutto per il pianoforte e per il jazz degli anni 30, nonché artisti come Johnny Mercer, George Gershwin e Cole Porter.

A causa della situazione familiare inizia a lavorare in un ristorante all'età di 14 anni, come lavapiatti e poi come cuoco. Più tardi trova impiego come portiere in un Folk Club di Los Angeles: l'Eritage Club, dove sale sul palcoscenico per cantare alcune delle sue canzoni. Il produttore Herb Cohen, nel 1972, ascoltandolo ne rimane impressionato, ingaggiandolo in breve termine.

I primi lavori

I suoi dischi d'esordio sono fulminanti per critica e pubblico, ancora abituati a canzonette si ritrovano di fronte a canzoni che cantano la solitudine, l'emarginazione, l'alcolismo e i disgraziati in genere.

Tom diventa un personaggio, curvo sul suo pianoforte, spesso sbronzo con la sua voce incatramata da mille sigarette, incanta quando alterna pezzi dolci e malinconici ad altri taglienti, sincopati, sempre comunque dai testi profondi, visonari e poetici.

Il suo primo disco, Closing Time, esce nel 1973, seguito da The Heart Of Saturday Night nel 1974 e dal bizzarro live-in-studio Nighthawks At the Diner nel 1975. Questi primi lavori sono fortemente influenzati dalle liriche del poeta beat Jack Kerouac e riscuotono grandissimo successo, specie tra la critica.

Asylum years
Waits adotta la filosofia neobeatnik al contempo nella propria arte e nella propria vita. Le sue canzoni riflettono quindi sentimenti autentici e raccontano spesso disavventure da lui stesso vissute.

Sforna album uno dopo l'altro: Small Change (1976) e Foreign Affairs(1977), che scoprono una vena più marcatamente jazzata; Blue Valentine (1978) e Heartattack & Vine (1980), nei quali il nostro abbandona per la prima volta il piano in favore della chitarra.

Alla fine di questi tribolati anni 70 Tom tocca quasi il fondo, e la sua storia autodistruttiva con un altra artista "maledetta" come Rickie Lee Jones giunge al capolinea, e dopo avere immortalato la sua musa dell'epoca sul cofano della macchina nella copertina di retro dell'album Blue Valentine, Tom volta pagina, sia nella vita privata sia in quella artistica.

Fonte: www.wikipedia.org

 


 

Paolo Conte

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Laureato in giurisprudenza (motivo per cui si guadagna il soprannome di Avvocato) si avvicina al mondo del jazz come amatore suonando il vibrafono in alcuni gruppi musicali di Asti. Contemporaneamente inizia a scrivere le sue prime canzoni in collaborazione con il fratello Giorgio.

Nella metà degli anni Sessanta si fa conoscere come autore di molte canzoni: scrive La coppia più bella del mondo e Azzurro per Adriano Celentano, Insieme a te non ci sto più per Caterina Caselli, Tripoli '69 per Patty Pravo, Genova per noi per Bruno Lauzi, solo per citarne alcune.

Nel 1970 scrive "Messico e Nuvole", canzone che poi sarà resa celebre da Enzo Jannacci, che in quel periodo stava studiando medicina dopo la delusione a Canzonissima del 1969.

È nel 1974 che esordisce non solo come autore, ma anche come cantante, e l'anno successivo ripete l'esperienza con un nuovo disco; entrambe queste opere portano come titolo solamente il suo nome Paolo Conte. Però è solo nel 1979 con Un gelato al limon che riesce a farsi apprezzare a pieno dal pubblico. Viene adorato dai cugini d'oltralpe francesi. E come pochi altri casi anche dall'ambiente musicale Statunitense.

Negli anni ottanta escono diversi album di inediti, e nel frattempo è impegnato in molte tournée all'estero dove, come in Italia, registra il tutto esaurito. Prima summa di queste esperienze concertistiche sono gli album Concerti (1985) e Paolo Conte Live (1988).

Insegue da molto tempo l'aspirazione di vedere sulle scene un suo musical, generato in svariati anni di creazione, dal titolo "Razmataz", del quale ha progettato tutti i dettagli, compresi i costumi. Una serie di bozzetti e disegni di straordinaria efficacia, che dimostrano il raro eclettismo di Conte, delineano con precisione il percorso dell'opera. Per ora le musiche principali sono state pubblicate in un CD nel 2000.

Fonte: www.wikipedia.org

 


 

Marc Ribot *

Marc Ribot (born 1954) is a Jewish American guitarist, composer and occasional singer from Newark, New Jersey. As a teenager interested in learning to play the guitar, his parents sent him for lessons with Haitian guitarist and composer Frantz Casseus, a family friend. Ribot later recorded an album of Casseus's guitar music.

Ribot has performed and recorded with Jack McDuff, Wilson Pickett, The Lounge Lizards, Arto Lindsay, Medeski, Martin and Wood, Cibo Matto, Sam Phillips, Elvis Costello, Allen Ginsberg, Peruvian singer Susana Baca and John Zorn, among dozens of others, and has led his own groups such as Shrek, Los Cubanos Postizos, Spiritual Unity, and Ceramic Dog, and served as a composer and/or performer within various film productions. He is perhaps best known for his long association with Tom Waits, who has described Ribot's stage demeanor as a sometimes frightening "voodoo frenzy." Ribot provided his unique guitar playing on several of Waits's seminal albums, including Rain Dogs, Franks Wild Years, Mule Variations and Real Gone. He also plays with the Italian folksinger Vinicio Capossela.

He has appeared on numerous studio recordings by John Zorn such as the Filmworks series, The Gift, Bar Kokhba and The Circle Maker. He is also a member of John Zorn's Electric Masada. Ribot can also be found along with guitarists Bill Frisell and Tim Sparks on the Zorn release Masada Guitars featuring solo guitar interpretations from Zorn's Masada songbook.

Marc has released two albums with his self-described "dance band" Marc Ribot y Los Cubanos Postizos (The Prosthetic Cubans). This outfit comprised of Ribot (guitar/vocals), Anthony Coleman (organ), EJ Rodriguez (percussion and vocals), Brad Jones (bass), and Roberto Rodriguez (drums), performs Ribot's interpretations of the work of late Cuban composer Arsenio Rodriguez as well as some original music in the same vein.

Ribot's playing and compositions draw on such diverse musical genres as soul, jazz, funk, traditional Cuban music, surf and no wave. His biting style is unique and easily recognizable, characterized by critic Nick Renshaw as "angular, discordant, (and) aggressive." Ribot is the first to admit his relatively limited technical facility, due in part to his learning to play right-handed though he is in fact left-handed: "That's a real limit, one that caused me a lot of grief when I was working with Jack McDuff and realizing I wasn't following in George Benson's footsteps. I couldn't be a straight-ahead jazz contender if you held a gun to my head, but that begs the question of whether I would want to be one." (Guitar Player, June 1997)

Despite these limitations, Ribot is often in demand; he's highly adaptable and generally well respected.


* Marc Ribot non è presente in Wikipedia in italiano, chi è in grado di tradurre dall'inglese ed è interessato al progetto Wikipedia può mettersi in contatto con il webmaster all'indirizzo e-mail:

Fonte: www.wikipedia.org

 


 

Paolo Rossi (attore)

Paolo Rossi (Monfalcone, 22 giugno 1953) è un attore italiano.

Milanese d’adozione, Paolo Rossi spazia da trent’anni dai club ai grandi palcoscenici, dal teatro tradizionale al cabaret, dalla televisione al tendone da circo: è caratterizzato dal suo personale modo di “fare spettacolo” che, pur immergendosi appieno nelle tematiche dell’oggi, non prescinde mai dall’insegnamento dei classici antichi e moderni, da Shakespeare a Molière a Bertolt Brecht, alla amatissima commedia dell'arte.

Apprendista comico sulle pedane dei club, esordisce come attore nel 1978 in “Histoire du Soldat” per la regia di Dario Fo. A lungo con la compagnia del Teatro Dell’Elfo, nel 1984 interpreta “Nemico di Classe” diretto da Elio De Capitani, e nel 1985 “Amanti” e “Comedians” diretti da Gabriele Salvatores; veste poi i panni di Ariel ne “La Tempesta” con Carlo Cecchi.

Presto emerge il suo personale modo di fare teatro: ecco quindi “Recital”, "Chiamatemi Kowalski", “The Times They Are a-Changin’… Un’altra Volta … Again!”, cui seguono spettacoli dalla struttura originale che li fa definire “antimusical sociali”, tutti con la regia di Giampiero Solari: tra questi, "Le Visioni di Mortimer" (1988); "La Commedia da due lire" (1990), esperienza di rilettura di un particolarissimo classico come "L'opera del Mendicante" di John Gay; “C’è Quel che C’è” e contemporaneamente il monologo "Operaccia Romantica", nel 1991, con cui Rossi offre un quadro irriverente dell’Italia contemporanea. Nel 1993 interpreta “Pop & Rebelot” e va in scena all’XI° Festival di Asti con “Jubilaum” di Tabori. È del 1994 la sua personale rilettura della storia di Milano dal 1963 al ‘94, con lo spettacolo “Milanon Milanin”.

Anche il vasto pubblico delle platee televisive ha nel frattempo occasione di conoscerlo: la sua prima “avventura” sul piccolo schermo, quel Su la Testa su Rai Tre nel 1992, riscuote subito un buon successo. Affiancato da Cochi Ponzoni e Lucia Vasini (compagna di molti dei suoi primi spettacoli teatrali), ha il merito di proporre al grande pubblico nella sua trasmissione, tra gli altri, personaggi come Aldo Giovanni e Giacomo, Antonio Albanese, Maurizio Milani, Antonio Cornacchione, che vedono proprio da allora nascere la loro popolarità.

Il 1995 è un altro anno molto importante per il comico: l’idea è “Il Circo di Paolo Rossi”, spettacolo itinerante che si sposta con una carovana ed una serie di tendoni per tutta l’Italia (100 repliche in due stagioni), col suo gruppo di 18 tra musicisti e attori/mimi (tra cui i prepotentemente emergenti Aldo Giovanni e Giacomo).

Più di recente, Rossi si è concentrato nel suo personale rapporto con i classici per narrare meglio il mondo contemporaneo: amati dalla critica ma soprattutto da un pubblico ampio e vario (da quello tradizionale delle stagioni in abbonamento fino a quello che si avvicina al teatro proprio per la curiosità suscitata da Rossi), ecco dunque l’intenso e colto “Rabelais” (1996), liberamente tratto dal "Gargantua e Pantagruele" di François Rabelais; l’originale “Romeo & Juliet – Serata di Delirio Organizzato” (1998), dove il pubblico, chiamato ad agire all’interno della rappresentazione, diventa senza possibilità di scampo parte integrante dello spettacolo; o, infine, “Questa Sera si Recita Molière - Dramma da ridere in due atti” (2003), in cui Rossi veicola forti riferimenti all’attualità all’interno di un’antica recita di guitti della commedia dell’arte, che rielaborano a modo loro scene tratte da una commedia di Molière.

Nel 2001, inoltre, scrive, dirige e interpreta “Storie per un Delirio Organizzato”, sorta di “laboratorio continuo” in cui coinvolgere il pubblico narrando storie di vario tipo: perché il pubblico, per lui, è e deve mantenersi vivo e partecipe anche quando assiste ad uno spettacolo. In mezzo a tanta produzione dal vivo, c’è ancora della televisione: nel 1994/95 Rossi partecipa alle molte puntate de “Il Laureato” di Piero Chiambretti, su Rai Tre, e nel 1997/98 conduce il fortunato “Scatafascio”, trasmesso su Italia 1, cui sono invitati vari altri attori e comici.

Nelle due stagioni teatrali 2002/3 e 2003/04 Paolo Rossi ha portato al pubblico in una lunga tournée seguita da oltre 150.000 spettatori, la sua creazione “Il Signor Rossi e la Costituzione – Adunata Popolare di Delirio Organizzato”, in cui affronta i temi della coscienza civica e politica del paese con energia “comica”, appoggiandosi ai classici greci che parlano della tirannia, o al testo stesso della Costituzione italiana.

Il viaggio teatrale di Rossi nella coscienza civile, politica e sociale dell’Italia contemporanea è proseguito nella stagione 2004/05 allargando lo sguardo verso il mondo, verso le altre culture e tradizioni. Da qui nasce “Il Signor Rossi contro l’Impero del male”, progetto multiculturale a cui contribuirà un cast di artisti italiani e internazionali provenienti dalle più diverse esperienze sceniche. Non a caso le musiche dello spettacolo saranno affidate a Franco Battiato, attento sperimentatore dei contatti tra le culture più lontane.

Fonte: www.wikipedia.org

 


 

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